Concordato preventivo biennale 2026-2027: meno vincoli per cambi di soci e professionisti

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Il Concordato preventivo biennale 2026-2027 cambia in alcuni punti importanti dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 148/2026. Il decreto ha alleggerito alcune cause di esclusione previste dal D.Lgs. n. 13/2024, soprattutto in caso di cambiamenti tra i soci e nei rapporti tra professionisti, associazioni e società tra professionisti. Per chi deve decidere entro il 2 novembre 2026 se aderire per la prima volta o rinnovare il concordato, è quindi necessario conoscere le nuove regole.

Restano invariati i requisiti di base

Il correttivo non modifica i principali requisiti per accedere al concordato.

Resta necessario che il contribuente sia soggetto agli ISA nell’anno precedente a quello di applicazione del CPB. Gli ISA continuano infatti a essere il riferimento utilizzato per costruire la proposta concordataria.

Rimane anche il limite relativo ai debiti fiscali e contributivi. In presenza di debiti definitivi superiori a 5.000 euro, riferiti al periodo precedente a quello oggetto del concordato, l’accesso può essere bloccato.

Per il biennio 2026-2027 la situazione deve essere verificata con riferimento al 31 dicembre 2025.

Le principali novità riguardano quindi le situazioni che possono impedire l’accesso al CPB.

Cambio dei soci: regole più flessibili

Una delle modifiche più importanti riguarda l’aumento del numero dei soci o degli associati nel primo anno di applicazione del concordato.

Per chi rinnova il CPB, l’ingresso di nuovi soci o associati non determina più automaticamente l’esclusione quando i nuovi soggetti, nell’anno precedente, hanno percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati oppure hanno prodotto redditi d’impresa o di lavoro autonomo complessivamente non superiori a 35.000 euro.

La nuova regola riduce quindi il rischio di perdere il concordato quando l’ingresso di nuovi soci non appare tale da modificare in maniera significativa la situazione reddituale sulla quale si basa il CPB.

La novità, però, riguarda soltanto chi rinnova l’adesione. Inoltre, il limite collegato all’aumento del numero dei soci interessa le associazioni e le società di persone, mentre non riguarda le società di capitali.

Non crea problemi neppure l’aumento del numero dei soci dovuto a una successione per causa di morte.

Professionisti e STP: meno obblighi di adesione congiunta

Un altro cambiamento importante riguarda le associazioni professionali e le società tra professionisti (STP).

La precedente disciplina prevedeva, in alcuni casi, che la scelta di aderire al concordato dovesse essere coordinata tra la società o associazione e i singoli soci o associati.

Con il correttivo questo vincolo non si applica quando l’attività svolta dalla società o associazione e quella esercitata dal socio o associato non rientrano nello stesso ISA.

In sostanza, quando le attività sono diverse, viene meno l’obbligo di effettuare una scelta comune. Il motivo è che si riduce il rischio che compensi o redditi possano essere spostati da un soggetto all’altro per ottenere un vantaggio fiscale.

Questa modifica vale sia per chi aderisce al CPB per la prima volta sia per chi decide di rinnovarlo.

Effetti anche durante il biennio

Le nuove regole non riguardano soltanto il momento dell’adesione.

Le stesse modifiche si applicano anche alle situazioni che possono determinare la cessazione del concordato durante il biennio. Le novità decorrono dalle adesioni relative al periodo 2026-2027.

Conclusioni

Le modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 148/2026 rendono il Concordato preventivo biennale 2026-2027 più flessibile in alcune situazioni che, in passato, potevano portare all’esclusione anche per cambiamenti societari di limitata rilevanza.

Per imprese e professionisti, però, la decisione non deve essere presa considerando soltanto la convenienza economica della proposta. Prima di aderire è opportuno controllare l’applicazione degli ISA, la presenza di eventuali debiti fiscali o contributivi definitivi al 31 dicembre 2025, i cambiamenti intervenuti tra i soci e, per professionisti e STP, il tipo di attività svolta e il relativo ISA.

Il correttivo amplia quindi le possibilità di accesso e permanenza nel concordato, ma rende comunque necessaria una verifica preventiva della posizione del contribuente. In vista della scadenza del 2 novembre 2026, sarà importante effettuare per tempo un’analisi completa per capire non soltanto se il CPB è conveniente, ma anche se sono rispettate tutte le condizioni richieste per aderire e rimanere nel regime per l’intero biennio.

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.Per le istruzioni operative, fiscali e contabili, la circolare fornisce indicazioni precise anche per i datori di lavoro.

Concordato preventivo biennale CPB 2026-2027 STP Società e professionisti D.Lgs. 148/2026

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